Riders e infortuni: è il momento di vere tutele

Inviato da iside il Ven, 04/09/2021 - 15:38
Riders e infortuni

La vicenda del giovane rider 23enne che, la settimana scorsa, è stato ricoverato e messo in coma farmacologico a seguito di una caduta dalla bici, getta ulteriore luce sulle condizioni di sfruttamento e sulla mancanza di diritti nel settore del delivery

Il giovane, inoltre, si è ritrovato nell’impossibilità di aprire una regolare pratica di infortunio: la multinazionale Deliveroo, per la quale lavorava, richiede il codice identificativo conosciuto però solo dal rider in coma. La denuncia è stata portata avanti dalla compagna del giovane, fino a che se né è interessato lo stesso ministro Orlando; da parte sua l’azienda si difende sostenendo di aver comunque trasmesso i documenti all’Inail, negando la problematica.

A seguito di questo nuovo grave incidente ci uniamo alle denunce sulle condizioni di lavoro di tante e tanti, di tutte le età, che si guadagnano da vivere come rider: il mondo delle consegne è uno dei meno tutelati, soprattutto sul piano della sicurezza.

Il sistema del compenso a cottimo, per consegna, cui devono sottostare i riders è tra i primi responsabili delle condizioni di sicurezza precarie. Essendo costretti a lavorare sempre più in fretta, per aumentare il numero delle consegne, i riders vedono tragicamente aumentare anche le probabilità degli infortuni e degli incidenti.

Come Rete Iside Onlus rinnoviamo le nostre proposte, tra cui l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, per garantire a tutte e tutti adeguata sicurezza sui luoghi di lavoro. Se la situazione pandemica ha aggravato una situazione generale già tragica, portando il contagio dentro i luoghi di lavoro, quei settori con scarse tutele prima del covid come i riders stanno subendo le conseguenze più gravi. Questo anche a causa di un piano legislativo non adeguato a questa vera e propria emergenza, dove anche gli organismi preposti al controllo sono dotati di sempre minori strumenti per intervenire.

La sicurezza sui luoghi di lavoro non può essere ancora vista come un costo da ridurre.

RETE ISIDE ONLUS